mercoledì 13 maggio 2009

Approvato maxi emendamento: introdotto il reato di immigrazione


Sono stati approvati stamattina dalla Camera i tre maxi-emendamenti al disegno di legge in materia di sicurezza. (La votazione finale sul testo è in programma giovedì alle 12,30).
Disegno che introduce il reato di immigrazione clandestina, passibile di multe da cinque a diecimila euro, con obbligo di denuncia da parte dei pubblici ufficiali. Mentre passa da 60 a 180 giorni il periodo in cui un immigrato potrà essere trattenuto nei centri di identificazione ed espulsione. Chiedere la cittadinanza costerà 200 euro, mentre serviranno dagli 80 ai 200 euro per il permesso di soggiorno. Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitti case o locali ai clandestini.

Continua però a tenere banco la polemica sui respingimenti degli immigrati.
Secondo Silvio Berlusconi, le politiche adottate dal governo italiano “sono in linea con le direttive Ue, col diritto internazionale, con la legge italiana”. Ma sono anche in linea con il Trattato di amicizia siglato dal premier Silvio Berlusconi e da Muhammar Gheddafi nell'agosto scorso dove, nell’articolo 19 si specifica delle partenze di migranti. In tale articolo è prevista l'intensificazione della collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina. Le due Parti si impegnano inoltre a promuovere la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, da affidare a società italiane in possesso delle competenze tecnologiche necessarie. L'Italia si è impegnata a sostenere il 50 per cento dei costi di realizzazione di tale sistema, mentre per il restante 50 per cento Italia e Libia chiederanno all'Unione europea di farsene carico. Su un piano più generale, le due Parti collaboreranno alla definizione di iniziative volte a prevenire il fenomeno dell'immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussi migratori.
Si spiega forse così il respingimento dei “barconi” di immigrati in territorio Libico. Forse. Perché ricordo nuovamente che la Libia non ha firmato la Convenzione sui rifugiati del 1951 e che non vi sono quindi garanzie che le persone bisognose di protezione internazionale possano trovarla in loco.
Tuttavia il ministro dell’Interno incontrerà i vertici nazionali dell'agenzia Onu per i rifugiati per spiegare la posizione dell'esecutivo. «La proposta che facciamo non è quella che hanno avanzato loro di accoglierli tutti e poi valutare, ma quella di creare una struttura in Libia per valutare là se qualcuno ha i requisiti per lo status» ha affermato Maroni nella registrazione della puntata di Matrix.





Segnalazioni:
VERIFICHE AL DIRITTO D'ASILO: "Non è un problema di punti di vista - ha precisato il presidente della Camera Gianfranco Fini- ci sono le norme di diritto internazionale. Esiste il problema del respingimento dei migranti ed esiste il diritto all'asilo. Solo che va verificato. Se si verifica sul territorio nazionale esistono i Cie, se si verifica durante il trasferimento deve essere certo che sia fatto in modo esaustivo e completo. Forse bisognerebbe pensare a istituire dei centri anche nei paesi notoriamente di transito, coinvolgendo le organizzazioni internazionali come l'Onu e la Ue".

0 commenti:

Posta un commento