I soliti Stati Uniti che si differenziano da Europa (e Italia): i giornali on line dei primi hanno un approccio più verticale alla notizia (molti approfondimenti sull'argomento); mentre le testate on line europee hanno un approccio più orizzontale.
Nytimes è il sito del New York Times. La pagina è costruita in modo molto semplice (quasi banale), ma è estremamente chiara. Il testo è valorizzato molto rispetto all'immagine a differenza dei giornali on line italiani. La costruzione della pagina è a sfoglio: finchè l'utente non cambia pagina non cambia argomento perchè sono moltissimi gli approfondimenti sulla notizia data. Questo dimostra il grande rigore nella preparazione della notizia e sulla sua fruizione. La preponderanza dell'ipertestualità degli Usa (a differenza che in Italia) è quasi una trappola, è un modo pere non fare uscire dalla notizia, che si trasforma quasi in un labirinto. L'importanza del testo è data anche dalle grandi firme che partecipano all'aggiornamento del sito on line, che affiancano comunque il lavoro degli esordienti. Del cartaceo il nytimes conserva anche i contenuti grazie alla sezione today's paper dove si possono consultare le notizie uscite in edicola. L'interattività viene sfruttata appieno dal mezzo grazie ai blog e ai commenti che sono presenti in qualsiasi articolo. Infine l'utente contribuisce indirettamente a creare una gerarchia di notizie che viene poi pubblicata nella sezione Most Popular dove si trovano i pezzi più letti, più bloggati e più ricercati all'interno del giornale .
Caso particolare quello dell' Huffington Post (huffingtonpost.com): giornale solo on line nato nel 2005 come blog. Pagina web che mantiene ancora questa impostazione: è infatti un agregatore di post firmato da collaboratori d'eccezione, ma anche da persone comuni. Costantemente aggiornato, è molto veloce e decisamente immediato nei testi. Il giornale fondato da Arianna Huffington è riuscito a catturare e trattenere, accumulare, l'attenzione di tantissimi lettori: ogni blogger infatti ha un suo mini-sito all'interno del sito dell'Huffington. L'impostazione grafica è molto d'impatto, si compone infatti di un grande titolo d'apertura (spesso con caratteri in maiuscolo) e di una fotografia a colori che si impone per buona parte dello schermo. L'organizzazione dei vari post è molto dinamica perchè divisa in sezioni ordinate tramite criterio temporale. I costi sono praticamente nulli e i guadagni garantiti dalle inserzioni pubblicitarie.
L'equivalente italiano dell'Huffington Post è Dagospia: meno raffinato e spesso un copia e incolla fatto dalle notizie del web. Il sito del giornalista Roberto D'Agostino offre un contenuto generalista e si occupa di retroscena, in più non si tratta di un blog perchè la notizia non è commentabile
martedì 30 giugno 2009
Valutazione giornali on line: il caso americano
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