Volevo scrivere sulla libertà di stampa, se mi è permesso...insomma sullo scompiglio internazionale (è il caso di dirlo) causato dalla denuncia per diffamazione contro Repubblica e altri giornali europei da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La denuncia del Premier è stata causata a seguito delle dieci domande che il quotidiano da mesi gli pone, ma alle quali lui non ha ancora dato nessuna risposta...fino ad ora..
A mobilitarsi subito, a seguito della denuncia alla testata giornalistica, è il mondo della cultura e dello spettacolo. Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco cha parla di società malata: quella nella quale è necessario intervenire per la difesa della libertà di stampa.
A questi si aggiungono, fra gli altri anche Dario Fo, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Bernardo Bertolucci, gli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, Andrea Vianello, Giovanni Floris, Corrado Augias, Sergio Staino, Pippo Baudo, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Mariangela Melato, Arnoldo Foà. E ancora: Carlo Verdone, Francesca Comencini, Gabriele Salvatores, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, i produttori cinematografici Angelo Barbagallo e Domenico Procacci, Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria.
La lista dei nomi è lunga, ne cito ancora alcuni: Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Marco Bellocchio, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Ettore Scola, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Paolo Sorrentino.
Rivelatrice la dichiarazione di Maurizio Crozza che aderisce e osserva: "La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s'è mai visto un giornalista che pone domande irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura".
Termino con l'adesione di Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, rispetto al quale il cantante ha già dimostrato la propria sensibilità: nell'ottobre del 2005, nel corso di una delle puntate del suo show Rockpolitik in onda su RaiUno, Celentano mostrò la classifica , redatta dall'istituto di ricerca americano Freedom House, del livello di "Freedom of the Press", la libertà di stampa presente nei paesi del mondo: l'Italia compariva allora al 77esimo posto.
Ma l'indignazione non è solo nazionale, per i commenti dei direttori e vicedirettori di testate straniere rimando all'articolo "Le affascinanti trovate di PAPI per distruggere la democrazia" del blog Provando a comunicare di Caterina Passalacqua.
Volevo mettere questa immagine per introdurre l'articolo, ma poteva sembrare forviante, secondo me invece è simbolica e molto eloquente, quindi la metto lo stesso...alla fine...

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